Confcommercio: "Turismo locomotiva del Paese"

Alberghi, agriturismi, strutture ricettive all'aria aperta, imprese del comparto turistico, fieristico, ricreativo e congressuale, stabilimenti balneari, complessi termali, porti turistici e parchi tematici, acquatici e faunistici. Questi i soggetti che potranno beneficiare del Fondo rotativo per il sostegno alle imprese e agli investimenti di sviluppo nel turismo (Fri-Tur) pensato per migliorare i servizi legati all'ospitalità e potenziare le strutture ricettive in un'ottica di digitalizzazione e sostenibilità ambientale. Ovvero, le strutture potranno investire sulla riqualificazione energetica e antisismica; sull’eliminazione delle barriere architettoniche; sulla manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia, installazione di manufatti leggeri; piscine termali (solo per gli stabilimenti termali); digitalizzazione; acquisto o rinnovo di arredi. A darci una visione completa dell’agevolazione di tutto il comparto, il responsabile nazionale del settore Turismo di Confcommercio, Alberto Corti.

Il turismo in Italia rappresenta uno dei settori traino della nostra economia. Può fare una fotografia del comparto pre e post Pandemia?

“La Pandemia nella sua violenza, che nessuno di noi avrebbe mai immaginato di vivere nella vita, ha acuito la percezione dell’importanza del turismo. La Pandemia ha sortito sul turismo un effetto più forte rispetto agli altri settori perché aveva come conseguenza la non libertà degli spostamenti delle persone, su cui, appunto, si basa la definizione di turista. Prima del Covid quanto pesava il turismo in Italia? In quel lungo periodo è stato possibile definire, studiando i dati di 12 paesi europei, che più alto era il peso del turismo nell’economia e più alta era la percentuale di Pil persa durante la Pandemia. Ancora non riusciamo a indagare bene sul peso reale del turismo. Ma una cosa è certa, con la Pandemia e le sue restrizioni, abbiamo capito bene cosa significa non avere turismo e abbiamo capito bene che durante la ripresa dal Covid, le presenze in Italia sono cresciute oltre i valori del 2019. Ora siamo proiettati verso un futuro più solido fatto di incrementi. Nella fase della riapertura post Covid, dal 2022, il turismo ha dato vigore a interi settori, con un ruolo di locomotiva nel rilancio dell’economia”.

Cosa ne pensa degli incentivi messi in campo dal Governo per aiutare i settori che gravitano intorno al Turismo e che sono stati i più colpiti dalla crisi economica e pandemica?

“Se parliamo di incentivi del Pnrr penso che a fronte di quanto successo durante la Pandemia, gli aiuti siano pochi. Ai progetti d’investimento in materia di turismo sono assegnati dal Governo complessivi 2miliardi e 400milioni di euro. Ma se andiamo a vedere bene ci sono programmi, come quello Caput Mundi, che non hanno a che vedere con il turismo in senso stretto. Infatti, 500 milioni di euro sono stati previsti per la missione Caput Mundi, un investimento che punta alla riqualificazione di monumenti e di aree storiche che avranno sicuramente un effetto positivo sul turismo ma che non devono essere considerati per il settore in quanto tale. Il Pnrr è stato strutturato a compartimenti stagni senza mettere in relazione i vari ministeri e quindi le vari missioni. Le risorse rimaste per investimenti sul comparto vero e proprio sono poche e non bastano”.

Migliorare i servizi di ospitalità e potenziare le strutture ricettive, in un’ottica di digitalizzazione e sostenibilità ambientale è il focus del “Fondo rotativo per il sostegno alle imprese e agli investimenti di sviluppo nel turismo”. Nel dettaglio, ci può illustrare questo bando denominato Fri-Tur?

“Il Fondo rotativo per il sostegno alle imprese e agli investimenti di sviluppo nel turismo è un incentivo previsto tra gli investimenti del Pnrr, il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Misura M1C3 investimento 4.2.5) e promosso dal Ministero del Turismo, con la partecipazione di Abi e Cassa depositi e prestiti. Il contributo, gestito da Invitalia, ha come obiettivo quello di migliorare i servizi di ospitalità e le strutture ricettive, soprattutto in ambito digitale e della sostenibilità ambientale. I progetti dovranno essere realizzati entro e non oltre il 31 dicembre 2025. Il fondo rotativo imprese è uno strumento finanziario che sostiene gli investimenti delle piccole e medie imprese che hanno difficoltà di accesso al credito. La misura è alimentata dallo stanziamento di risorse pubbliche e dal ritorno delle somme erogate alle attività che ne hanno beneficiato. La dotazione è di 780 milioni di euro, di cui 180 milioni stanziati per il contributo diretto alla spesa e 600 milioni per il finanziamento agevolato concesso da Cassa depositi e prestiti. Il finanziamento di CDP ha attivato ulteriori 600 milioni di euro concessi dalle banche che aderiscono alla convenzione firmata da ministero del Turismo, associazione bancaria Italia e Cassa depositi e prestiti. La richiesta delle domande slitta in avanti. Con il nuovo avviso pubblico del ministero del Turismo il 7 maggio scorso, le domande di concessione degli incentivi potranno essere presentate a partire dalle ore 12 del 1° luglio 2024 e fino alle 12 del 31 luglio 2024. Per il Fri-Tur, gli elementi trainanti di tutte queste azioni, sono la riqualificazione energetica, l’accessibilità, la sicurezza, la digitalizzazione. Il settore turistico è composito nella sua catena di produzione e non sono stati colti subito e non sono stati adeguatamente attenzionati alcuni aspetti legati alla formazione e l’aggiornamento. Per esempio, nel bando non viene menzionata la possibilità di avere delle facilitazioni per chi acquista un macchinario che dissala l’acqua del mare con il quale si procede al lavaggio e al rifornimento per i natanti, che rientrerebbe nell’obiettivo della sostenibilità ambientale che però ad oggi non è contemplato. Dunque, ci sono delle sbavature che dovrebbero essere corrette”.

L’Italia è un’anziana Signora e la maggior parte delle strutture ricettive potrebbero aver bisogno di un rinnovamento. Secondo lei le strutture accoglieranno positivamente questa opportunità e approfitteranno degli incentivi? Che risposte vi aspettate anche in relazione alle precedenti edizioni?

“Le risorse impegnate dal bando saranno disponibili rispetto a quanto avanzato dalla scorsa edizione. Sicuramente anche quest’anno ci sarà una buona risposta da parte delle imprese ma una critica che è stata mossa dai titolari di azienda rispetto all’agevolazione è la tempistica stretta tra la prefattibilità della domanda per i requisiti richiesti e la scadenza. Se il comparto del turismo vuole crescere occorre muoversi verso due direzioni: la riqualificazione fisica delle strutture e l’aggiornamento del personale. Il turismo sta cambiando, soprattutto dopo il Covid, e vede una ripartizione sempre più netta tra mercato interno e quello straniero. Oggi gli operatori vivono molto sul turismo sbilanciato verso la fetta straniera e quindi è necessario reimpostare il servizio. Le imprese stanno crescendo ma debbono mettersi in rete anche tramite apposite figure professionali centrali nell’orientamento di come il turista possa essere soddisfatto della propria esperienza”.

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