Nel mese di maggio 2025, l’Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura (AGEA) ha pubblicato un nuovo bando nazionale volto a sostenere e rafforzare la filiera grano-pasta, uno dei comparti simbolo dell’agroalimentare italiano. L’iniziativa prevede l’erogazione di contributi economici a favore delle imprese agricole italiane, con l’obiettivo di promuovere una maggiore integrazione tra produzione, trasformazione e distribuzione, migliorando così la competitività del settore sul mercato interno ed estero.
Le domande di accesso all’agevolazione potranno essere presentate fino a settembre 2025 e rappresentano un’opportunità concreta per chi opera nella filiera cerealicola, in particolare per gli agricoltori interessati a valorizzare le produzioni nazionali in un’ottica di qualità, tracciabilità e sostenibilità.
In occasione dell’apertura del bando, Telematica Italia ha intervistato Fabio Vitale, Direttore di AGEA, per approfondire non solo i dettagli operativi dell’iniziativa, ma anche il ruolo strategico dell’Agenzia nella gestione delle politiche agricole e nel sostegno concreto al mondo dell’agricoltura italiana. Un’occasione utile per capire più da vicino come AGEA si pone come riferimento per gli agricoltori, quali strumenti mette in campo e quali prospettive apre per il futuro del settore.
Direttore Vitale, come descriverebbe il ruolo attuale di Agea nel sistema agricolo italiano e quali sono le principali funzioni che svolge l’Agenzia per supportare il settore?
“AGEA, oggi, rappresenta un punto di riferimento centrale nel sistema agricolo italiano, non soltanto come organismo pagatore, ma anche come infrastruttura pubblica strategica che supporta attivamente l’attuazione delle politiche agricole nazionali ed europee. Nel 2024 ha gestito oltre 8 miliardi di euro di risorse, di cui 4,2 miliardi provenienti dalla Politica Agricola Comune, pari al 53% di tutte le erogazioni effettuate dagli organismi pagatori attivi in Italia. AGEA agisce anche come Organismo di Coordinamento per gli altri enti pagatori regionali e svolge un ruolo fondamentale nella gestione del fascicolo aziendale, dei registri dei titoli e dei debiti, del sistema integrato di gestione e controllo, nonché nell’erogazione di fondi europei come FEAGA, FEASR e FEAD e nazionali, tra cui il Fondo Nazionale per gli indigenti. Ha garantito il trattamento di oltre 401.500 domande unificate, con una media di quasi 1.400 pratiche gestite per ogni dipendente, segno di un’organizzazione solida ed efficiente. AGEA opera anche nel campo della vigilanza e controllo, con oltre 104.800 verifiche effettuate nel 2024 tramite la società in house Agecontrol. Grazie a questa struttura, l’Agenzia assicura non solo l’effettiva erogazione dei fondi, ma anche la trasparenza, la tracciabilità e la conformità normativa dei processi, rappresentando così un pilastro fondamentale a sostegno del comparto agricolo nazionale”.
Negli ultimi anni si parla molto di digitalizzazione e semplificazione amministrativa. Come si sta muovendo Agea per rendere più efficienti le procedure per le imprese agricole?
“Nel corso del 2024 AGEA ha completato un profondo processo di trasformazione digitale e organizzativa che ha portato a una semplificazione concreta delle procedure per le imprese agricole. Uno dei passaggi più rilevanti è stato il trasferimento dell’intero sistema informativo sul Polo Strategico Nazionale, che ha permesso di superare la storica dipendenza tecnologica dall’esterno. Questo ha garantito maggiore autonomia, sicurezza e rapidità nella gestione delle informazioni e dei pagamenti. L’introduzione della Domanda Unificata precompilata, che permette agli agricoltori di inviare richieste di aiuto con un solo click, ha rappresentato una svolta in termini di usabilità e snellimento burocratico. Inoltre, la Carta Nazionale dell’Uso del Suolo ha permesso di digitalizzare e classificare il 99,57% del territorio nazionale, fornendo dati fondamentali per le decisioni agricole. Il sistema di monitoraggio AMS (Area Monitoring System) ha elaborato oltre 40 milioni di segnalazioni satellitari, consentendo controlli automatici, trasparenti e tempestivi. Tutto ciò ha reso AGEA un modello di pubblica amministrazione innovativa, in grado di integrare efficienza, tecnologia e orientamento all’utente, portando benefici tangibili agli agricoltori italiani in termini di velocità, accessibilità e qualità del servizio”.
Dal suo punto di osservazione, quali sono oggi le principali difficoltà che vivono gli agricoltori italiani?
“Gli agricoltori italiani oggi si trovano a fronteggiare una combinazione complessa e inedita di criticità che vanno ben oltre le dinamiche di mercato. In primo luogo, gli effetti sempre più gravi del cambiamento climatico hanno causato danni stimati in oltre sei miliardi di euro nel 2023, dovuti a eventi estremi come siccità, alluvioni, gelate e grandinate. A ciò si aggiunge l’aumento vertiginoso dei costi delle materie prime e dell’energia, che ha ridotto i margini operativi, soprattutto per le piccole e medie aziende agricole, aggravando una già delicata situazione economica. L’inflazione generalizzata, attestata al 6,5%, ha ulteriormente compromesso la sostenibilità economica delle imprese, mentre le tensioni geopolitiche ai confini dell’Europa hanno inciso negativamente sulla disponibilità di fertilizzanti e cereali. Inoltre, la nuova PAC ha introdotto criteri ambientali più severi per l’accesso ai fondi, imponendo agli agricoltori ulteriori obblighi burocratici e investimenti per adeguarsi. L’accesso al credito resta difficoltoso, la pressione normativa è aumentata e il ricambio generazionale fatica a decollare, nonostante i fondi dedicati. In questo contesto, l’agricoltore si trova spesso solo, schiacciato tra gli obblighi amministrativi e l’incertezza dei mercati, in un sistema che necessita di un forte supporto istituzionale per continuare a produrre in maniera sostenibile e competitiva”.
Il settore agricolo è coinvolto anche nella transizione ecologica. Che ruolo ha Agea nella gestione dei fondi PNRR destinati all’agricoltura sostenibile e all’innovazione tecnologica?
“La transizione ecologica rappresenta una delle sfide più rilevanti per il settore agricolo, che sta affrontando con determinazione il cambiamento verso modelli produttivi più sostenibili. In questo contesto, il PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) costituisce un’opportunità straordinaria per promuovere investimenti orientati all’innovazione e alla sostenibilità nelle aree rurali. Agea è protagonista nella realizzazione concreta di questi interventi, assumendo un ruolo strategico sia come soggetto attuatore che come supporto operativo per i Ministeri competenti. In particolare, in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), Agea è responsabile dell’attuazione della misura M2C4 – Investimento 1.1 del PNRR, che prevede la creazione di un sistema avanzato per il monitoraggio e la previsione ambientale integrata, con applicazioni mirate all’agricoltura, alla gestione delle risorse idriche e alla sostenibilità territoriale. Parallelamente, Agea opera come braccio operativo del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (MASAF) per diverse misure del PNRR legate al comparto agricolo. Attraverso un accordo di cooperazione con il MASAF, l’Agenzia fornisce assistenza tecnica e operativa per l’attuazione dell’intervento M2C1 – Investimento 2.3 ‘Innovazione e meccanizzazione nel settore agricolo ed alimentare’. In questo ambito, Agea mette a disposizione infrastrutture digitali, know-how amministrativo e sistemi informativi integrati, garantendo l’efficace e tempestiva erogazione dei fondi ai beneficiari, nel rispetto dei criteri europei e degli obiettivi di innovazione tecnologica e sostenibilità ambientale”.
Come viene gestita la nuova Politica Agricola Comune (PAC) da parte di Agea e quali sono gli strumenti più rilevanti di cui possono beneficiare oggi gli agricoltori italiani?
“L’attuazione della nuova Politica Agricola Comune 2023-2027 ha rappresentato una delle sfide più complesse per AGEA, che ha dovuto adattare rapidamente le proprie procedure, sistemi informativi e competenze organizzative per allinearsi ai nuovi requisiti di sostenibilità ambientale e sociale. Nel corso del 2024, l’Agenzia ha erogato 1,49 miliardi di euro in aiuti diretti tramite il FEAGA, 470 milioni dal FEASR per la nuova programmazione e 420 milioni per il completamento degli interventi della precedente programmazione. Gli agricoltori oggi possono beneficiare di un’ampia gamma di strumenti, dai pagamenti diretti come il sostegno di base al reddito (BISS) e il sostegno accoppiato (CIS), agli ecoschemi ambientali, agli interventi settoriali su filiere strategiche come vino, olio e ortofrutta, fino ai programmi di sviluppo rurale e agli aiuti per giovani agricoltori.
Per quanto concerne i fondi nazionali, l’Agea esercita le proprie funzioni su:
• Fondo Nazionale distribuzione derrate alimentari agli indigenti - FN: il fondo – la cui dotazione finanziaria viene determinata annualmente – prevede la distribuzione di derrate alimentari agli indigenti, cui Agea adempie attraverso l’espletamento delle procedure di gara per l’acquisizione e consegna dei prodotti alle organizzazioni caritative. L’aiuto fa riferimento sia a fondi europei che nazionali, in particolare al Fondo Nazionale Indigenti e al Fondo Sociale Europeo Plus (FSE+) . Nel corso del 2024, AGEA è riuscita a bandire tutti gli interventi previsti dai due programmi, per una spesa complessiva di 111.900.000 euro , di cui 54.900.000 euro destinati ai 10 interventi del Fondo Nazionale e 57.000.000 euro agli 11 interventi del FSE+ .
• Aiuti Nazionali: trattasi di misure determinate caso per caso, quindi annualmente, per sostenere taluni settori produttivi o per fare fronte a determinate emergenze; Gli aiuti nazionali ammontano a circa 100,1 milioni di euro, distribuiti tra oltre 62.000 beneficiari, a dimostrazione della capillarità e della diversificazione degli interventi
• Gestione del Rischio: si tratta di interventi che, come per gli aiuti nazionali, vengono determinati annualmente e vanno ad integrare gli interventi previsti dalla PAC. Relativamente agli aiuti comunitari PAC, tra vecchia programmazione e nuova, nel 2024 sono stati erogati contributi pari a 439.553.036 euro a fronte di 305.579 domande di aiuto (DA). Sul fronte degli aiuti nazionali, le erogazioni nell’anno solare 2024 sono state pari a 5.001.243 euro per 8.636 domande di aiuto (DA)
La nuova PAC ha introdotto strumenti integrati di gestione del rischio e meccanismi di condizionalità ambientale che richiedono pratiche sostenibili come la rotazione delle colture, la protezione della biodiversità e la conservazione del suolo. Grazie all’efficienza del sistema integrato di gestione e controllo (SIGC), AGEA ha garantito la tracciabilità e la regolarità dei pagamenti, risultando l’organismo pagatore europeo con la performance più elevata in termini di velocità e accuratezza delle erogazioni. Il modello italiano, pur nella sua complessità, ha permesso di assicurare un flusso continuo di risorse al settore primario, sostenendo la produttività e incentivando comportamenti virtuosi in campo ambientale”.
Il controllo sull’uso corretto delle risorse pubbliche è fondamentale. Quali sistemi adotta Agea per garantire trasparenza e correttezza nella distribuzione degli aiuti?
“AGEA ha implementato nel 2024 un sistema integrato di controlli e prevenzione delle frodi tra i più avanzati d’Europa, con l’obiettivo di garantire la piena trasparenza nell’uso delle risorse pubbliche. Agecontrol, la società in house dell’Agenzia, ha effettuato oltre 104.800 controlli, concentrandosi soprattutto sul comparto ortofrutticolo e sulla verifica dei vincoli di condizionalità imposti dalla PAC. Parallelamente, l’Ufficio Antifrode e Risk Compliance, istituito nel 2024, ha elaborato oltre 6.000 analisi di rischio grazie all’utilizzo dei sistemi ARACHNE e SAS, capaci di ridurre i falsi positivi nei controlli da circa il 35% al di sotto del 12%. L’integrazione di dati geospaziali, dichiarazioni aziendali e indicatori predittivi ha permesso di rafforzare i controlli ex ante e in itinere, individuando in modo mirato comportamenti anomali e zone a rischio, anche attraverso la piattaforma Criminal Focus Area. Inoltre, l’interoperabilità tra i database di AGEA, INPS, Agenzia delle Entrate e Regioni ha reso più efficaci le verifiche incrociate e ha rafforzato il presidio istituzionale sul territorio. Il modello adottato da AGEA si fonda su una vigilanza multilivello, capace di coniugare efficacia ispettiva, rispetto dei tempi e tutela dell’erogazione pubblica, consolidando la fiducia dell’Unione Europea nel sistema italiano dei pagamenti agricoli”.
Guardando al futuro, quale trasformazione si aspetta per il sistema agricolo italiano e quale contributo intende dare Agea nei prossimi anni?
“Guardando al futuro, AGEA si prepara ad assumere un ruolo ancora più strategico nel sistema agricolo italiano ed europeo, ponendosi l’obiettivo di diventare un soggetto attivo e generatore di valore pubblico, non più solo un esecutore di politiche. Tra il 2025 e il 2027 l’Agenzia intende rafforzare la gestione proattiva delle emergenze climatiche e geopolitiche, consolidare l’autonomia digitale acquisita e valorizzare il proprio patrimonio informativo per sviluppare strumenti previsionali e decisionali su base territoriale. Sarà fondamentale continuare a investire in innovazione, attraverso lo sviluppo di sistemi di monitoraggio dinamico delle superfici, l’adozione di tecnologie IoT e l’uso avanzato dell’intelligenza artificiale per la gestione dei rischi e delle filiere. AGEA punterà anche ad azzerare i disimpegni automatici dei fondi europei e a garantire tempi di pagamento ancora più rapidi, mantenendo l’Italia tra i paesi virtuosi nella spesa agricola. In questo scenario, l’Agenzia si impegna anche a rafforzare la propria efficienza interna, completando il ricambio generazionale, riducendo la dipendenza da fornitori esterni e potenziando le competenze digitali del proprio personale. AGEA continuerà così a sostenere la transizione verso un’agricoltura sostenibile, digitale, giovane e resiliente, mettendo a disposizione del sistema Paese una capacità tecnica, gestionale e informativa che rappresenta un vantaggio competitivo per tutto il comparto agroalimentare”.
LUI CHI È - Dal 7 dicembre 2022 Fabio Vitale è il nuovo Direttore Agea.
Responsabile dell’indirizzo e della gestione decisionale dell’Agenzia, il Direttore Organo Monocratico, presiede l'organizzazione interna del personale e dei servizi. Classe 1961, laureato in Sociologia, Economia e Giurisprudenza, ha conseguito MBA e master in Finanza e controllo di gestione. Giornalista pubblicista dal 1998. Già Direttore Generale per la vigilanza sugli Enti Cooperativi e sulle Società del Ministero dello Sviluppo economico, Vitale vanta una lunga esperienza di amministratore nella pubblica amministrazione, soprattutto come Dirigente generale INPS dove ha ricoperto numerosi incarichi Centrali e Regionali. In particolare, Direttore Centrale Vigilanza e Controllo Economie sommerse, Direttore Regionale Friuli-Venezia Giulia, Direttore Regionale Toscana, Direttore Regionale Lazio, Direttore Regionale Marche e Umbria. Ha ricoperto l’incarico di Presidente della Cabina di Regia Nazionale del Lavoro Agricolo di Qualità. Tre le linee principali su cui il Direttore ha scelto di concentrare la sua azione: la gestione informatica di Agea per accelerare i pagamenti, le rettifiche finanziarie e la lotta alle frodi. Ha, inoltre, posto le basi per una radicale riorganizzazione interna introducendo peculiari strumenti di controllo e pianificazione strategica. Una vera rivoluzione che pone gli agricoltori al centro, con l’obiettivo di creare una rete di servizi attorno alle loro esigenze e valorizzare il rapporto con i Centri di Assistenza Agricola.