Approvato il decreto-legge 21 novembre 2025, n. 175, contenente un insieme di misure urgenti per garantire la piena operatività del Piano Transizione 5.0 e accelerare la realizzazione degli impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili. Il provvedimento, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 21 novembre 2025, interviene in maniera mirata per assicurare continuità agli investimenti delle imprese e per agevolare il raggiungimento degli obiettivi nazionali ed europei sulla transizione ecologica.
Sul fronte dei crediti d’imposta del Piano Transizione 5.0, il decreto stabilisce al 27 novembre 2025 il termine per la presentazione delle comunicazioni da parte delle imprese e introduce una procedura straordinaria che consente, entro scadenze perentorie, l’integrazione dei dati e della documentazione richiesta dal GSE. La norma chiarisce inoltre i casi di non cumulabilità tra diversi crediti d’imposta per gli stessi beni e definisce l’obbligo per le imprese di scegliere, entro i termini fissati, quale agevolazione utilizzare, nel rispetto delle risorse disponibili. Contestualmente viene rafforzato il potere di controllo del Gestore dei Servizi Energetici, che potrà verificare nel merito le certificazioni energetiche e annullare i benefici in caso di irregolarità, avviando le procedure di recupero attraverso l’Agenzia delle Entrate.
Il decreto introduce poi un quadro organico e aggiornato per l’individuazione delle aree idonee alla realizzazione di impianti da fonti rinnovabili, a partire da un’ampia revisione del decreto legislativo n. 190 del 2024. Vengono ridefiniti i criteri per individuare i siti su terraferma e in mare nei quali l’installazione degli impianti può avvenire con procedimenti autorizzativi semplificati. Sono considerate idonee le aree già utilizzate per impianti esistenti, quelle oggetto di bonifica, cave e discariche dismesse, siti infrastrutturali e aree industriali, includendo anche nuove categorie come gli impianti agrivoltaici ad alta elevazione che consentono la continuità delle attività agricole. Il provvedimento stabilisce che regioni e province autonome dovranno approvare, entro centoventi giorni, le leggi per ampliare la mappatura delle aree idonee, nel rispetto dei criteri ambientali e paesaggistici fissati a livello nazionale. Per sostenere questo processo, viene potenziata la piattaforma digitale nazionale dedicata alla classificazione delle superfici e al monitoraggio delle aree utilizzate per l’installazione degli impianti, garantendo l’interoperabilità con gli strumenti già esistenti.