Coronavirus - Aiuti e incentivi alle imprese

Investimenti avviabili senza dover prima prenotare i fondi

Quando sarà operativo l’allargamento della Zes Unica a Umbria e Marche, anche in queste regioni, per ottenere il credito di imposta sui beni strumentali, le imprese non dovranno effettuare una comunicazione preventiva per prenotare le risorse. Potranno quindi realizzare direttamente gli investimenti e comunicare le spese ammissibili solo a consuntivo.

Ciò pare emergere chiaramente dal disegno di legge approvato dal Consiglio dei ministri il 4 agosto, che mira a rilanciare l’economia nelle due regioni coinvolte.

Che cos’è la Zes Unica

La Zes Unica è un’opportunità per le imprese che investono in quest’area. Si può beneficiare di agevolazioni fiscali sotto forma di credito d’imposta calcolato in proporzione al valore degli investimenti effettuati. Questi investimenti devono riguardare beni strumentali nuovi - come macchinari, impianti, attrezzature e anche immobili strumentali - a condizione che il valore di questi ultimi non superi il 50% dell’investimento complessivo.

Un chiarimento importante è arrivato dall’agenzia delle Entrate con la risposta n. 183/2025: è confermato che, anche nel caso in cui il valore degli immobili inclusi nel progetto superi il 50% dell’investimento totale, la richiesta di accesso al credito d’imposta resta comunque ammissibile.

In aggiunta all’incentivo fiscale, le imprese che operano nella Zes Unica godono di varie semplificazioni amministrative, tra cui autorizzazioni più rapide e la possibilità di interfacciarsi con un unico sportello digitale (lo Sportello unico digitale Zes) per tutte le pratiche necessarie. Questo sistema coordinato ha l’obiettivo di facilitare insediamento e sviluppo delle attività produttive nella Zes.

L’incentivo più importante

L’agevolazione fiscale principale per le imprese localizzate nella Zes Unica è il credito d’imposta per gli investimenti. È un’agevolazione molto appetibile: il credito può essere utilizzato in compensazione col modello F24 come per Transizione 4.0 e 5.0 con le quali è cumulabile nel 2025.

L’importo del credito è commisurato al costo complessivo dei beni acquisiti, inclusi quelli in locazione finanziaria, purché si tratti di beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive situate all’interno della Zes (Zona economica speciale). La spesa minima prevista per ciascun progetto di investimento deve essere di 200.000 euro.

Comunicazione consuntiva

Anche se non è richiesto un invio preventivo della comunicazione, il disegno di legge prevede un adempimento obbligatorio per non perdere l’agevolazione. Le imprese interessate dovranno comunicare, tra il 20 novembre e il 2 dicembre 2025, l’ammontare delle spese ammissibili sostenute nel periodo tra il 1° gennaio e il 15 novembre 2025. Il mancato rispetto di questa scadenza comporta l’impossibilità di ottenere il benefici.

Progetto iniziale e ammissibilità

Possono accedere al tax credit Zes Unica solo gli investimenti che rientrano nella definizione di «progetto di investimento iniziale». Esso comprende creazione di un nuovo stabilimento, ampliamento di quanto esistente, diversificazione della produzione per includere prodotti mai realizzati prima o trasformazione radicale del processo produttivo.

Quanto alle condizioni di ammissibilità, Umbria e Marche (analogamente a quanto avviene già per l’Abruzzo) dovrebbero rientrare fra le aree dove il credito d’imposta può essere concesso senza limitazioni alle Pmi, mentre per le grandi imprese è previsto solo nel caso in cui l’investimento sia destinato ad avviare una nuova attività economica in zona.

Fonte: Il Sole 24 ore, Primo piano del 6 agosto 2025

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